IL   SALVATORE
prima metà del XVI secolo
    L’icona riecheggia dei tratti pittorici di Rublëv, il Pantokrator (Creatore 
di tutte le cose)  appare  con  il  Vangelo aperto in mano e con la destra benedicente. Nel testo evangelico, che simboleggia il giudizio divino sul mondo,  si  legge:  “Non  giudicate  secondo le apparenze, ma secondo giustizia,  perché con il giudizio con  cui  giudicherete  sarete  giudicati” 
(cf.   Mt   7,1-2).   Il  libro  aperto  significa  anche  la  rivelazione  di  Dio definitivamente avvenuta in Cristo, che, solo, può far conoscere il senso della storia, manifestando la volontà salvifica del Padre, (cf. Ap 5,1-7). La mano benedicente indica la misericordia divina incarnatasi nel Verbo, il giudizio sarà dunque un giudizio di misericordia.

Questa icona, infatti, porta quasi sempre il nome di icona del Salvatore, indipendentemente dall’accento espressivo, più o meno marcato, posto sulla sua funzione di Giudice. Nell’aureola del Cristo si profilano i contorni della Croce in cui si legge l’iscrizione greca  “Colui che è”,  alludendo  alla  divinità di Cristo. Nel  volto, intensamente  espressivo, l’iconografo  ha  cercato  di  esprimere  l’ineffabile  realtà  del  Dio-Uomo:  la  fronte alta,  gli archi sopraciliari ben marcati,  gli  occhi  profondi,  pensosi, le labbra  strette  in  un  saggio  silenzio  che  conduce  ad  una  dimensione d’ascolto. Il colore delle vesti, poi, rinvia alla divinoumanità del Figlio di Dio: la porpora regale della veste è celata sotto il manto blu scuro, simbolo della sua umanità. La Madre di Dio, all’opposto, ha la tunica azzurra, segno della sua creaturalità ed il manto rosso porpora, simbolo della dignità divina a cui la creatura assurge attraverso la Redenzione. La mano benedicente del Salvatore è rappresentata nello stile del Monte Athos, dove l’indice rappresenta uno iota, I, il medio un sigma, C, il pollice e l’anulare incrociati formano una chi, C, ed il mignolo ancora un sigma, C. In questo modo la mano compone due acrostici, IC e CC, che altro non sono se non i simboli del nome di Gesù Cristo in greco, Ihsou Cristou.

     La riproduzione qui presentata è in parte eseguita a mano, seguendo le tecniche iconografiche, e misura cm 30x25x2,5. Il peso della tavola è di circa 1 kg. L’effetto è suggestivo, per informazioni o se siete interessati ad acquistare una copia scrivete a iconas@iconas.it