III Domenica

 

 

1Cor 7,29-31

 

Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d'ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!

 

 

Mc 1,14-20

 

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo". Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: "Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini". E subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.

 

 

 

 

 

Il Vangelo di Marco si apre con queste poche e semplici parole di Gesù, vocaboli sintetici che però riassumono in maniera unica tutto il significato del suo stare fra noi. “Il tempo è compiuto” ha preso un significato definitivo, è stato riempito, non c’è più niente da attendere, tutti i momenti, tutte le ore, tutti i giorni sono buoni per incontrare il Signore, per convertirsi. È momento decisivo in cui si scopre il significato delle cose, la loro vera realtà. “Il tempo è compiuto…convertitevi e credete al vangelo” per Gesù quello che conta è il presente, il decidersi ora, poiché il presente, questo tipo di presente, porta in sé la garanzia del futuro. Ogni decisione viene presa sì nel tempo ma il tempo è diventato insignificante rispetto al contenuto della decisione, tutto dipende da ciò che avviene in questo momento. Si è aperto un orizzonte escatologico, Gesù introduce nella storia l’elemento definitivo e discriminante per cui possiamo dire: prima…ora! Orizzonte che Paolo fa suo…tutto diventa relativo. Egli parla della brevità del tempo: tutti i beni che abbiamo e dobbiamo usare nel mondo devono essere posseduti e utilizzati non più nello stesso modo ma in maniera che vi si possa rinunciare in ogni momento. Non è indifferenza ma relatività, non è un rifiuto ma neppure idolatria. E questo perché il “tempo compiuto” si è posato su tutte le cose e tutto è stato trasformato. È un invito a staccarsi dalla situazione che si vive e vivere come se le cose stessero diversamente. È una riserva di libertà e di significato, uno non è quello che fa. Il tempo è visto in proiezione escatologica, è breve e le cose di questo mondo sono passeggere! La prima richiesta che Gesù fa è una richiesta forte: “cambiate vita”! La conversione: il decidersi per Dio, l’abbandonarsi nelle Sue mani, è questa la migliore garanzia per il futuro. Essa rappresenta per ogni uomo un mutamento, un cambiamento di tempo e di èra, una nuova dimensione in cui il tempo assume un significato diverso, un passaggio dal mondo presente al mondo futuro, al tempo nuovo che cammina verso la pienezza della manifestazione. Convertitevi: è una presa di coscienza, un maturare una conoscenza di sé e una decisione. Chi ha vissuto questa esperienza sa che il suo tempo è stato riempito da Dio, che non c’è più il senso di vuoto, la mancanza di significato, l’assenza di una méta ma ha fatto il passaggio da un “prima” senza significato ad un “ora” pieno di speranza e di salvezza, pieno della Sua presenza e in cui Gesù fa da discriminante, da spartiacque. Con questo dobbiamo impegnarci per il futuro, ma nella consapevolezza che il futuro non dipende da noi ma noi possiamo affrontarlo nel modo migliore nella misura in cui ci abbandoniamo nelle mani di Dio. Per questo, nelle parole di Cristo, l’accento cade sempre sul presente. Per questo le risposte dei primi apostoli sono immediate, veloci, mentre chi non risponde vive spesso in un perpetuo rinvio, rimandando ad un ipotetico domani che non arriva mai i cambiamenti necessari e le azioni decisive. Ma anche perché la conversione non è mai un fatto compiuto per sempre ma un bisogno che accompagna continuamente la vita dell’uomo, una dimensione che non si finisce mai di conoscere e di approfondire se è vero che i santi erano i primi a dirsi bisognosi di conversione. Il centro del suo messaggio, poi, è l’avvento del regno di Dio, “il regno di Dio è vicino”, è prossimo, è qui, in mezzo a noi. Dio ha riempito di sé tutte le cose, tutto ciò che ci circonda parla di Lui per chi vede la realtà con gli occhi da convertito. Vi è una presenza, un mistero, un tesoro nascosto, eppure così vicino, in questo mondo. “Convertitevi” cambiate vita, sforzatevi: è un appello alla volontà dell’uomo, alla trasformazione, alla volontà di cambiamento. La sua parola è una chiamata ad un cammino “seguitemi” e ad un cambiamento “vi farò pescatori di uomini”.                                             

 

 

 

 

 

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